L’ing. Luigi Stipa, ufficiale dei servizi tecnici della Regia, aveva proposto agli inizi
degli anni 30 una serie di velivoli caratterizzati da una innovativa formula di motorizzazione: l’utilizzo di un
tunnel interno per aumentare l’efficienza dell’elica, che diede al complesso il nome di “Ala a turbina”.
L’innovativa era tale ( e poteva tranquillamente rientrare in uno sviluppo dell’idea della turbina a reazione ),
che lo stesso ministero richiese al progettista un dimostratore volante per dare seguito alla progettazione,
come richiesto dal responsabile del DGCA, gen. Crocco.
Venne pertanto raggiunto un accordo con la Caproni Taliedo per la realizzazione del velivolo. Tale esemplare,
proprio per esasperane la formula, venne realizzato su una fusoliera ( con i posti di pilotaggio in tandem
sopra di essa ) formata da un traliccio di tubi metallici saldati che richiudeva al suo interno un largo tunnel
aerodinamico completamente sagomato, con posizionato al suo interno un motore ( per l’occasione un DeHavilland
Gipsy III da 120hp. ), anche lui carenato, spingente un’elica posizionata esattamente su un’asse centrale e
radente il bordo di entrata del tunnel, con un diametro quasi uguale al diametro dello stesso. L’idea, da
dimostrare, era quella che l’aria indotta dall’elica e riscaldata dal motore non veniva dispersa lungo la
fusoliera dell’aereo, ma veniva compressa nel tunnel, che, risultando sagomato al suo interno come fosse
un’ala, portava ad una sua compressione per poi poter fuoriuscire dalla coda dove investiva direttamente
sia il timone che i piani di coda. Questa soluzione portava ad un guadagno dinamico dell’energia.
La realizzazione del modello apparve all’inizio fonte di ilarità, ma la formula prescelta era proprio
quella di esasperare la ricerca per dimostrare la esatta teoria. Il velivolo venne realizzato nel 1932 a Taliedo,
dove effettuò il suo primo volo il 07/10/32 con ai comandi il pil. Domenico Antonini. Successivamente vennero
effettuati altri voli con risultanze molto positive specialmente nelle fasi di decollo/atterraggio e nella stabilità.
Durante queste prove vennero aumentate le dimensioni del timone e dei piani di coda, nonché l’aggiunta della carenatura
alle ruote del carrello. Il velivolo, che era stato ordinato con contratto N°1374, per un importo di £. 280.000,
ed approvato con decreto N°420, venne trasferito al Centro Studi ed Esperienze di Montecelio, ove, dipinto con i
colori militari, venne immatricolato come: MM.187. Qui venne collaudato da diversi piloti riportando sempre ottime impressioni
e confermando la positività delle teorie dell’ing. Stipa. Da segnalare come tale velivolo venne evidenziato e quotato
da diversi riviste straniere dell’epoca ( Les Ailes, Jane’s, … ), oltre ad interesse da parte di università. Purtroppo i
risultati riportati non vennero considerati sufficienti per giustificare lo sviluppo del progetto, e pertanto il tutto
venne definitivamente cancellato. Il velivolo venne dichiarato fuori uso per vetustà il 23/05/33 e successivamente demolito.
Per concludere si desidera segnalare 2 ulteriori particolari. Nel 38 lo stesso Stipa fu incaricato della realizzazione di un
bimotore da combattimento, basato sulla sua teoria, dal Ministero dell’Aria francese. Lo sviluppo e la realizzazione venne
affidata alla ditta Ateliers Nord France- Les Mureaux. Il velivolo, denominato: Stipa 203, era in fase di realizzazione finale,
quando l’inizio della guerra ne bloccò definitivamente la costruzione. E nel 38 lo stesso ingeniere aveva progettato e brevettato
( N°360417 del 23/02/38 ) un pulsoreattore, motore successivamente migliorato dagli stessi tedeschi che portarono alla realizzazione
dell’Argus 109, utilizzato sul Fi.103R ( o V.1 ).
Le foto allegate riguardano:
1), 2), 3), e 4) Viste del velivolo, ripreso a Taliedo, nell’edizione iniziale;


5), 6), e 7) Viste del velivolo, ripreso a Taliedo, nell’edizione definitiva, già verniciato ed immatricolato;

8), e 9) Viste del velivolo ripreso a Montecelio;

10) Particolare del motore e del tunnel; 11) Particolare del carrello.

Documentazione: Apostolo - Evangelisti – Curami/Gambarini.
Giorgio Dorati ( G.M.S. )