Messerschmitt BF.109K-4 Kurfùrst


Nell’ultimo anno di guerra l’A.N.R. ebbe la possibilità di dotarsi dell’ultima aquila progettata dalla Messerschmitt: il Bf.109K-4 Kurfùrst. L’aereo venne sviluppato ex-novo dal predecessore G-10. Pur mantenendo il motore ( il DB.605D da 1.800hp., ma con l’iniezione GM-1 e elica VDM 9-12159 ), risultava equipaggiato con un nuovo carrello, un ruotino di coda più alto e rientrabile in fusoliera, un nuovo timone direzionale maggiorato, l’eliminazione dell’antenna radio, diversa strumentazione, nuova capottina di tipo Erla e l’armamento consistente in un Mauser MK.108 da 30mm. e le 2 mitragliatrici ( sopra il motore ) MG.131 da 13mm. e per ultimo la cabina di pilotaggio pressurizzata. La produzione venne suddivisa tra Messerschmitt Regensburg ( 6 commesse per 3.000 velivoli ) e la Erla Maschinenwerke di Leipzig ( 1 commessa per 1.000 velivoli ), ed ai quali vennero applicati i relativi Werknummer. Da segnalare che venne anche considerata la produzione anche presso la Wiener Neustadter Flugzeugwerke di altri 3.700 esemplari. Inoltre il RLM aveva programmato per il periodo 07/44 – 03/46 la produzione di 12.700 esemplari. Comunque la produzione complessiva alla fine delle ostilità dovrebbe attestarsi sui 1.700 esemplari ( sicuramente: 534 al 30/11/44 dalla sola Mtt.Reg., mentre risulta ridotta a qualche unita quella da parte della Erla ). La progettazione venne sviluppata all’inizio dell’estate del 43, ma i primi 10 esemplari di preserie vennero pronti a partire dal 09/08. Lo sviluppo si articolò attraverso le serie K-0, K-1, K-2 e K-3, senza una precisa produzione. Solo con la variante K-4, che risultò anche l’ultima serie realizzata in cospicuo numero, elaborata nel 03/44, si giunse all’apice della progettazione prima della fine della guerra. Il primo esemplare venne realizzato nel 09/44, mentre a partire dal 10/44 i primi esemplari giunsero ai reparti, specialmente per la difesa del Reich.
Durante la produzione, per esigenze di approvvigionamento, comunque venne montato anche il motore DB.605ASM, ed il cannone poteva anche essere il Mauser MK.103 di pari calibro. Vennero chiaramente utilizzati sia i tradizionali Umbausatz ( U1= elica speciale, U2= utilizzo del GM-1, U-3= utilizzo del MW50, e U4= cannone MK.108 ), che i Rustsatz ( R1= aggancio per bombe da 250/500kg., R2= agganci alari per 4 bombe da 50kg. o 2 razziere WGr21 per R4M, R3= serbatoio ausiliario esterno da 300lt., R4= pods subalari per 2 cannoni MK.108, e R6= pods subalari per 2 cannoni MK151/20 da 20mm. ). L’ultima segnalazione riguardò la massima velocità, di oltre 720km/h, che lo rese il 109 operativo più veloce in assoluto. Ma tornando alla presenza del velivolo nelle file dell’ANR, va considerato come, sia i tempi della sua entrata in servizio ( ormai la guerra risultava agli ultimi mesi ) che la primaria necessità da parte della Luftwaffe di equipaggiarne i suoi reparti di difesa aerea, non ne abbiano permesso una sua più numerosa presenza. Occorre infatti risalire al 28/02/45 quando 3 esemplari di K-4 vennero ritirati dal Luftpark di Maniago e trasferiti alla 3°Sq. “Giovanni Bonnet” del I°Gr.C. a Lonate Pozzolo, come trascritto negli elenchi del ten. Biron. Risultano i: Wr.N.330209 ( caratterizzato da un unico trim sul timone ), immatricolato 3-17 ( blu-bianco ) e colorazione Regensburg ( RLM 83/75/76 ); WrN.333878, immatricolato 3-14, e colorazione OS-liste modificata ( RLM 82/83/76 e timone in 81/82 ); e WrN.339958, immatricolato 3-15, e colorazione OS-liste ( RLM 83/75/76 e timone in 75/83 ). Dei 3 esemplari non si hanno note operative salvo che per il 3-14 che in data 10/04/45, con ai comandi il s.ten. Gallori, durante uno scontro con P-47 del 65°FS ( 57°FG ) venne colpito e costretto ad atterrare a Lonate Pozzolo con vasti danni. Pertanto alla conclusione delle ostilità risultavano ancora efficienti 2 velivoli. Naturalmente essi vennero sabotati e resi inutilizzabili dai genieri tedeschi presenti sulla base, mentre per quello danneggiato, si ebbe una labile traccia seconda la quale esso era ricoverato presso l’Agusta per le riparazioni, ma comunque è da ritenersi anche lui distrutto insieme agli altri velivoli oppure in epoca successiva. Altre notizie circa il ns. aereo riguardano la tentata consegna da parte del ten. Erminio, della 1°Sq. del I°Gr.C., di un esemplare in data 12/01/45 dalla base tedesca di Platting ( ove si tenevano i corsi di addestramento e passaggio ), ma rinviata causa il cattivo tempo. Per quanto riguarda il II°Gr.C. vi è da registrare che nelle prima settimana di 04/45 vennero ritirati sempre dal Luftpark di Maniago 2 esemplari di K-4/R3 ad opera del serg.magg. Zanardi e del serg. Patton delle 6°Sq. e trasferiti ad Aviano. Di questi esemplari non si hanno notizie circa i WkN., la colorazione ed l’immatricolazione.
Durante il successivo trasferimento del gruppo da Aviano a Villafranca, in data 19/04 durante il volo si ebbero due fatti collaterali: una formazione di B-25 del 340°BG, scortati da 16 P-51 del 325°FG con rotta per l’Alto Adige per bombardare punti strategici; e reparti di Spitfire e P-38 che stavano effettuando operazioni di intercettamento di colonne tedesche in ritirata verso il nord. Pertanto sul lago di Garda si vennero ad affrontare le parti. Purtroppo durante lo scontro l’aereo di Patton, risultando isolato, venne attaccato dagli Spitfire e colpito gravemente, tanto da obbligare il pilota a gettarsi con il paracadute, ma non essendosi aperto il pilota stesso si sfracellò a terra in località Ponti sul Mincio insieme al velivolo. Mentre l’aereo di Zanardi, nel tentativo di aiutare e proteggere il suo amico, venne anche lui colpito al motore da P-51, tale da costringerlo a lanciarsi con il paracadute. Entrambi atterrarono a circa 1km. da Desenzano sul Garda, con il pilota illeso. Anche il III°Gr.C. avrebbe dovuto avere il suo primo K-4, ma in data 24/04 al serg.magg. Grena venne annullato il volo da Holzkirchen.
Con questo si chiude la vita del caccia tedesco nelle file dell’ANR, dove, in pochi giorni, non ebbe la possibilità di dimostrare le sue capacità. Nella iconografia postbellica si era asserito di una maggiore presenza numerica di tale caccia ( alcuni avevano anche affermato la presenza della versione K-14, che anche gli stessi tedeschi lo avevano lasciato solo sulla carte dei tavoli di progettazione.

Documentazione: Apostolo - D’Amico/Valentini - Alegi – Beale - Arena – Prien/Rodeike.

Le fotografie allegate riguardano: 1) Il WkN.330209 ripreso non appena giunto a Lonate Pozzolo da Maniago;
2) Ripresa frontale di un esemplare di K-4.
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Giorgio Dorati ( G.M.S. )