CAPRONI TALIEDO Ca.135


Per provvedere ad un rinnovamento della linea di volo, nel 1934 venne indetto un concorso per un bombardiere terrestre medio bimotore, a cui parteciparono diverse case costruttrici. In questa corsa la Caproni si inserì con un progetto, sviluppato dalla consociata C.A.B. ( Cantieri Aeronautici Bergamaschi ) attraverso un progetto di Cesare Pallavicino, con cui precedette di poco le concorrenti: il Ca.135 ( infatti la sigla identificò un progetto Caproni e non CAB ). Il progetto si articolava su un aereo monoplano a struttura mista. La fusoliera risultava costituita dal solito traliccio in tubi d’acciaio al cromo-molibdeno con la rivestitura in pannelli di duralluminio ( parte frontale ) e tela ( parte posteriore ). L’ala bassa a sbalzo in legno, dotata di un longherone, era incernierata in fusoliera in modo da potersi smontare per il trasporto, inoltre presentava iposostentatori Zap idraulici. Gli impennaggi posteriori risultavano a doppia deriva in legno. Il carrello anteriore era retrattile con rotazione all’indietro e parziale scomparsa nelle gondole motrici. L'abitacolo si presentava con posti di pilotaggio affiancati. L’equipaggio previsto era di 4 persone: primo pilota, secondo pilota e puntatore, motorista e radiotelegrafista. La motorizzazione prevista si basava su una coppia di Isotta Fraschini ( società del gruppo Caproni ) Asso XI RC.40 da 800hp. spingenti eliche bipale in legno. Il carico bellico utile risultava di 1.600kg. e l’armamento difensivo risultava basato su una postazione anteriore con 2 mitragliatrici da 7,7mm., una dorsale con un’altra da 7,7mm. ed una ventrale con pari equipaggiamento.
Il prototipo, immatricolato come MM.299, venne disponibile alla fine del 1935, ed effettuò il primo volo sul campo di Ponte San Pietro il 01/04/1936 con ai comandi il collaudatore della casa, Ettore Wengl. Dai collaudi effettuati risultò subito sia la scarsità di potenza dei motori e la conseguente scarsa velocità ( circa 400km/h. ) che la tendenza ad imbardare, data dal fatto che le eliche risultavano ruotanti entrambe nello stesso senso e la scarsa superficie delle derive di coda. Venne proposta una versione più potente dello stesso motore ( 825hp. ) con radiatori modificati e l’utilizzo di eliche tripale. Venne presa in considerazione anche una diversa motorizzazione. Con i dati registrati, viene concessa alla Caproni la possibilità di esportazione del velivolo con i soli motori Isotta Fraschini.
Già dal 1934 si era creata in Perù una filiale della Caproni ( Caproni Aeronautica Peruana ) sulla base di Las Palmas, per la manutenzione dei velivoli ceduti a quel governo, per cui nel 1937 una commissione militare peruviana esaminò il ns. aereo, ordinandone 6 esemplari con motori potenziati. I relativi collaudi vennero svolti sul campo di Taliedo, ove vennero costruiti dalla Caproni Taliedo, dal com. Wengl, dopodiché vennero smontati ed avviati per l’imbarco a Napoli nell'agosto 1937. Malgrado le modeste caratteristiche, essi rimasero in servizio sino al luglio 1941 e vennero utilizzati anche nel vittorioso conflitto con l‘Equador. Anche l’Ungheria apparve interessata al velivolo per un totale di 32 velivoli: 30 con motori Isotta Fraschini, 1 con i Piaggio P.XI RC.40 da 1.000hp. ed 1 con gli Alfa Romeo 135. Questa situazione si prolungherà sino all’inizio del 1942. Ritornando in Italia, anche da parte della Regia venne emesso un primo ordine per 32 esemplari, con contratto N° 3126 del 19/06/1937 per un importo di £. 22.080.000 a favore della Caproni Taliedo. Successivamente venne richiesta la modifica con i motori Piaggio P.XI RC.40. A questa serie vennero applicate le Matricole Militari dal 20893 al 20924. I velivoli, dotati dei motori Isotta Fraschini, furono consegnati a partire dal gennaio 1938 al 11°St. ( 59°, 60°, 67° e 68°Sq. ) sulla base di Ferrara. Il velivolo non fu ben accetto agli equipaggi; il 01/06/1938 venne registrato un grave incidente ad un esemplare della 67°Sq. ( 34°Gr. ) causa la piantata di un motore che terminò con la morte dell’intero equipaggio. Nel febbraio 1938 venne presentato la versione con i motori Fiat A.80 da 1.000hp. colladata da De Bernardi, e nel successivo aprile il collaudatore Chiodi ne collaudò la versione definitiva ( Ca.135 Bis ), caratterizzata da un nuovo disegno della parte di prua ed una maggiore finestratura lunga i fianchi della fusoliera. Nel tentativo di incentivarne la vendita all’estero nel sett.1938 venne richiesto un lotto di 6 velivoli da inviare in Spagna. Dotati di motori Fiat ( ribattezzati Ca.135S ), vennero apprestati ed inviati attraverso una sosta tecnica ad Alghero, verso le isole Baleari. La spedizione si risolse in una tragedia in quanto solo 2 esemplari giunsero alle Baleari, e qui furono lasciati per mesi. A questa piccola serie vennero date le Matricole Militari dal 21841 al 21845, solo 5 in quanto un esemplare venne perso già all’origine. Da segnalare che una seconda commessa per 32 esemplari di Ca.135 Bis venne passata alla Caproni Taliedo per un importo di £. 24.640.000. Causa la situazione registrata, il 07/10/38 gli esemplari dotati di motori Isotta Fraschini del 11°St. vennero radiati ed accantonati sulla base di Iesi. I 4 esemplari con motori Fiat vennero trasferiti in data 14/11/38 a solo scopi addestrativi.
All’inizio del 1938 volò l’esemplare dotato di motori Piaggio con il collaudatore De Bernardi con risultati finalmente accettabili. Purtroppo la situazione si evolse in negativo e lo stesso gen. Mario Bernasconi diede ordine di restituire gli esemplari ancora in carico, affinché la Caproni ne curasse la revisione e la successiva vendita all’estero. Con questo si concluse la vita del Ca.135 con 114 esemplari costruiti oltre al prototipo. Un’ultima segnalazione va registrata per l’esemplare MM.20922 che presso la fabbrica venne motorizzato prima con i Piaggio P.XII RC.35 da 1.500hp, e poi con gli Alfa Romeo 135 RC.32 da 1.400hp. Caratterizzato dalle derive verticali di nuovo disegno e maggiore superficie, oltre ai piani di coda con dietro positivo, questo esemplare prese la nuova sigla di: Ca.169.

Le fotografie allegate riguardano: 1°) Esemplare presentato alla delegazione peruviana con mimetica italiana; 2°) Particolare del muso con la postazione difensiva frontale;
   

3°) Particolare della gondola motore con il motore Isotta Fraschini Asso XI RC.40 4°) Particolare interno con la postazione difensiva inferiore;
   
5°) Particolare del posto di pilotaggio; 6°) Esemplare di Ca.135bis con motori Fiat A.80 RC.41;
   

7°) Particolare del motore Fiat di un Ca.135bis; 8°) Formazione di Ca.135S sull’aeroporto di Linate;
   

9°) Esemplare in carico alla 60°Sq. ripreso sull’aeroporto di Ferrara.

Giorgio Dorati ( Cmpr/G.M.S. )

Documentazione: Apostolo - Brotzu/Caso/Cosolo – Abate – Evangelisti – Thompson – Dunning – Arena – Curami/Gambarini.