CANTIERI AERONAUTICI BERGAMASCHI A.P.1


Agli inizi degli anni 30, il ten.col Amedeo Mecozzi aveva stilato le caratteristiche riguardanti il velivolo da inserire nella nuova specialità della Regia: l’Assalto. Il velivolo avrebbe dovuto: compiere incursioni a bassa quota sulle retrovie avversarie, con un carico di caduta atto a distruggere concentramenti di mezzi, nodi ferroviari, depositi, inoltre, sempre a volo radente, colpire trincee e truppe in movimento; ed operare senza scorte, difendendosi con l’armamento di bordo. Il profilo tracciato richiedeva pertanto sia velocità, che buon armamento con una versatilità di istallazioni. Su queste precise specifiche ministeriali, approvate nel 33, si mossero alcune case costruttrici, tra le quali la C.A.B., del gruppo Caproni, che attraverso il progetto elaborato dall’ing. Cesare Pallavicino ( suo primo progetto, essendo arrivato dalla Breda ), che prevedeva un aereo monoplano monomotore con equipaggio di 2 persone. La fusoliera risultava formata da una struttura in tubi al Cr-Mo saldata e suddivisa in 2 parti ( una anteriore da innestarsi sull’ala ed una posteriore ) con ricopertura mista in compensato e tela; ala a sbalzo realizzata in unico pezzo su base bilongherone e copertura mista, come per la fusoliera; carrello fisso a sbalzo incernierato direttamente sull’ala; posto per il pilota, posizionato in una soluzione rialzata ed avanzata in modo da avere la massima visibilità, e per il mitragliere ( posto questo che poteva essere eliminato e chiuso ). L’armamento consisteva in un carico di caduta di 500kg. ( racchiuso in un vano bombe ), 2 mitragliatrici Scotti o SAFAT da 7,7mm., poi da 12,7mm., posizionate nelle carenature del carrello ( poi trasferite nello spessore alare ), ed una identica brandeggiabile dal mitragliere per la difesa posteriore del velivolo. Il motore prescelto era il Piaggio, a 9 cilindri stellare, P.IX RCP2 da 600hp, racchiuso in un anello Magni, e spingente elica bipala. Da segnalare che già all’origine venne prevista la possibilità di montare anche motori diversi e di costruzione straniera. L’aereo prese la denominazione di AP.1 ( Assalto Pallavicino ), ma all’interno della ditta venne chiamato: Ca.301. Il prototipo venne ordinato, unitamente ad altro esemplare, con contratto N°2093 per l’importo di £.850.000. Vennero pertanto assegnate le Matricole Militari 242 e 243. La MM.242, realizzata nello stabilimento di Ponte S.Pietro, venne iniziata nel I° semestre del 33, ed ultimata nel 04/34. Effettuò il suo I° volo il 27/04 nelle mani del pilota Alberto Marazzani, conclusosi con un atterraggio troppo corto, che provocò danni all’aereo stesso, valutati in circa £.158.000. Mentre si procedeva alla riparazione dell’aereo, il 2° esemplare ( MM.243 ) veniva portato avanti nella realizzazione, tanto che effettuò il I° volo il 18/05 nelle mani del collaudatore Antonini e successivamente portato in volo anche da Wengl. Contemporaneamente venne pronto anche la MM.242, che completò i collaudi in ditta ed il 17/11 venne trasferita in volo a Montecellio per i collaudi militari, terminati positivamente nel 02/35. Da segnalare che la MM.243 venne modificata, secondo le richieste dello stesso ministero, con l’adozione di un carrello retraibile all’indietro, nello spessore dell’ala. Questo velivolo assunse la denominazione di AP.1bis ( o Ca.305 ). Entrambi i velivoli, in epoca successiva, ricevettero la nuova versione del motore Piaggio: la P.IX RC.40 con anello Townend. Pertanto la Regia nel 04/35 passò un ordine alla ditta per 12 esemplari, o I° serie, con contratto del 05/35 e consegna prevista entro il 02/36. Vennero pertanto assegnate le Matricole Militari 75000/75011. Il velivolo aveva nel frattempo subito una netta evoluzione, tanto da apparire più snello del prototipo, ed avendo perso le vistose carenature del carrello. Anche l’ala aveva ricevuto una maggiore apertura di 1,01mt., e, di conseguenza, la superficie di 3,01mtq.. La motorizzazione veniva mutata a favore di un Alfa Romeo, sempre a 9 cilindri a stella, 125W RC.35 da 680hp. e capottatura cilindrica tipo NACA. La nuova realizzazione veniva chiamata internamente alla ditta: Ca.307. Venne emessa una suppletiva commessa per 27 esemplari ( con contratto N°316 del 22/03/36 per £.5.832.000, e C.A.N°353 ), o II° serie, che presero le MM.75012/75038. Venne anche adottato il motore Alfa Romeo 126 RC.34 da 780hp., con carenatura ad andamento tronco-conico ed elica tripala. Da segnalare che le buone prestazioni riscontrate con il prototipo, negli esemplari di serie avevano avuto una buona riduzione. I velivoli, consegnati ai reparti, giunsero pertanto alle: 86° e 98°Sq. del 7°Gr., 100° e 102°Sq. del 19°Gr. ( entrambi i gruppi del 5°St.Assalto ); 160° e 165°Sq. del 12°Gr. e 168° e 169°Sq. del 16°Gr. ( entrambi del 50°St.Assalto ). La ditta, in accordo con il Ministero, a sua volta prelevò durante la produzione un esemplare ( nc.34 ) e lo immatricolò civilmente I-ABHW, da utilizzarsi per dimostrazioni all’estero. La conseguenza furono gli ordini pervenuti dal Paraguay per 18 velivoli oltre a 4 in versione idro, e dal El Salvador per 4 esemplari. In ditta i velivoli ebbero inizialmente la sigla Ca.308, poi girata a favore del Borea. I 4 velivoli salvadoregni vennero regolarmente consegnati nel 08/38. Per quanto riguarda invece la commessa paraguaiana, causa la sua situazione interna, vennero consegnati solo 7 esemplari, mentre i 10 esemplari, già pronti, vennero ritirati dalla Regia, ed immatricolati tra il 07-09/38 con le MM.75300/75309. Tra il 10-12/38 a loro volta vennero inviati in Spagna. Per quanto concerne i 4 in versione idro ( caratterizzati da 2 galleggianti in legno raccordati alla fusoliera con un’armatura metallica, a N, carenata ) non vennero mai consegnati; ed anche loro furono assorbiti dalla Regia con le MM.75310/75313 ( con contratto N°4020 per £.2.200.000 ), e successivamente trasformati in terrestri per l’addestramento al bombardamento a tuffo. Una segnalazione particolare riguarda la MM.75036, che venne munita di sci supplementari collegati alle ruote, ruotino di coda compreso, ed effettuò alcune prove di compatibilità. Per concludere non rimane da segnalare che tale velivolo venne sostituito nella specialità dai Ba.64, Ba.65 e Ba.88: certamente non migliori di lui. Nel 41 ancora 3 esemplari ( MM.75310/75312 e 75313 ) si trovavano in carico presso 1° Nucleo Addestramento Tuffatori a Lonate Pozzolo; mentre al 30/03/42 anche gli ultimi 2 esemplari venivano radiati. Le evoluzioni previste dalla casa costruttrice furono: il già citato AP.1bis ( o Ca.305 ) e MM.243, ed il CP3, Combattimento Pallavicino, ( o Ca.304 ) e MM.289. Entrambi rimasero allo stadio di prototipi, risultando evoluzioni uno dell’altro con caratteristiche oneste ma normali, e non dando inizio ad alcuna produzione.
Giorgio Dorati( G.M.S. )

Documentazione: Apostolo - Abate – Gentilli – Evangelisti – Thompson – Curami – Gambarini.

Le foto allegate si riferiscono a:
1) La MM.242 ripresa di lato. Si può vedere come il 2 posto era stato chiuso. Visibile la mitragliatrice inserita nella carenatura del carrello; 2) Vista laterale di un esemplare della II° serie appena uscito dalla linea di montaggio. Reca già lo stemma dell’assalto;
   

3) Esemplare mimetico della II° serie; 4) Vista dell’abitacolo;
   

5) Vista del timone di coda; 6), e 7) Esemplari mimetici operativi;
   

8) La MM.75036 con l’adozione degli sci;
   

9) Esemplare con una “strana” mimetica; 10) Schieramento di velivoli del 50°St. a Ciampino Sud;
   

11) Ripresa aerea di un velivolo della 169°Sq.; 12), e 13) Ripresa aerea di un velivolo della 100°Sq.
   

14) Esemplare destinato al Paraguay.